{"id":52,"date":"2019-08-18T15:27:20","date_gmt":"2019-08-18T13:27:20","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/demo\/?p=52"},"modified":"2020-04-05T14:44:35","modified_gmt":"2020-04-05T12:44:35","slug":"sample-post-with-image-aligned-left","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/giuliavillirilli.com\/index.php\/2019\/08\/18\/sample-post-with-image-aligned-left\/","title":{"rendered":"Il bicchiere mezzo pieno della Germania"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image is-style-circle-mask\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1799\" srcset=\"https:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355-300x300.jpg 300w, https:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355-150x150.jpg 150w, https:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355-768x768.jpg 768w, https:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355-350x350.jpg 350w, https:\/\/giuliavillirilli.com\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/IMG_20180531_182219_355.jpg 1063w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Se domani lasciassi la Germania dopo 8 anni, questa sarebbe la mia lettera di addio \ud83d\ude42<\/p>\n\n\n\n<p>Molto spesso solo nel momento in cui davvero si parte, ci \nsi ferma a guardare indietro e si riconoscono tutte le cose che ci hanno\n segnato di un periodo all\u2019estero, e che per sempre saranno parte di \nnoi.<br>\nUn po\u2019 come in occasione dell\u2019ultimo dell\u2019anno, si tirano le somme e si fa un bilancio di come \u00e8 andata.<br>\nIn questi giorni mi sono ritrovata a immaginare la mia lettera di addio a\n questo Paese, che mi ha vista crescere dai miei 25 ai 33 anni.<br>\nE cosi\u2019 eccola qua!<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cara Germania,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>dopo 8 anni, 3 citt\u00e0 e centinaia di volti incontrati\u2026 \u00e8\n arrivato il momento di dirsi addio (o arrivederci, chi lo sa). Guardo a\n questa esperienza, a come ero quando sono arrivata e a chi sono \ndiventata.<br>\nMolti \u2026molti\u2026 moooolti mi guardano e mi chiedono \u201cma cosa ci fai in \nGermania?\u201d, pensando solo ai lati meno sexy del Paese. Oppure pensando \nche io sia qui solo per avere uno stipendio migliore. E allora mi fermo e\n rispondo a questa perenne domanda.<br>\nEcco cosa mi ha resa felice di te:<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#1 \u2013 La fiducia che percepisco<\/em><\/strong><em>. In tanti,\n tantissimi aspetti, questa fiducia pervade il sistema. Dall\u2019ingresso in\n metropolitana senza controlli, all\u2019ingresso in azienda senza bollare, \nalle numerose volte in cui ho visto restituire zaini e portafogli \nsmarriti, al fatto che non si debba costantemente dimostrare di non aver\n fatto qualcosa in cattiva fede. La fiducia in Germania si pu\u00f2 solo \nperdere, e questo scalda il cuore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#2- La discrezione<\/em><\/strong><em>. Arrivando da un posto\n sicuramente pi\u00f9 animato e ricco di scambi, ho imparato qui ad amare la \ndiscrezione. Meno gossip, nessuna sceneggiata, meno rumore, meno \nspiegazioni da dare, meno stress per scelte personali, meno intrusione. \nOssia, pi\u00f9 libert\u00e0 di fare le tue scelte, di essere te stessa, di \nvestirti come vuoi, di avere la tua privacy e mantenerla tale. Ahhh, che\n gioia e senso di tranquillit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#3 \u2013 Il rispetto e la tolleranza<\/em><\/strong><em>. Esempi \npratici: alcuni tedeschi mangiano la pasta alle 4 del pomeriggio, il \ncappuccino dopo pranzo, alcuni vanno a lavoro alle 6.30 del mattino e \npoi vanno a casa alle 3, i tedeschi prendono la paternit\u00e0, e cos\u00ec via. \nCerto, ci sono le regole che vanno seguite, ma all\u2019interno di quelle, \nnon sento nessuna ulteriore pressione sociale di \u201cgiusto o sbagliato\u201d. E\n poi, gli spazi pubblici sono trattati bene. Sono di tutti, e non \u201cdi \nnessuno\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#4 \u2013 Le opportunit\u00e0 professionali<\/em><\/strong><em>. Il \nterreno \u00e8 fertile. Questa \u00e8 una percezione che ho sempre avuto. Se hai \nvoglia di fare, in Germania, puoi. Ho ricevuto sostegno, \nincoraggiamento, opportunit\u00e0 e fiducia. Ho incontrato gentilezza e \nprofessionalit\u00e0. Molte persone hanno creduto in me, nonostante le \ndifferenze, potenziando il mio valore. Questo mi ha portato a crescere, \nraggiungere dei bei traguardi, guardare pi\u00f9 in alto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#5 \u2013 In Germania ho incontrato gli italiani (e altri expat) con il mindset pi\u00f9 simile al mio<\/em><\/strong><em>.\n A loro non devo spiegare perch\u00e9 sono qui. Lo sanno. Con loro condivido i\n pensieri tristi e quelli felici, quelli detti e quelli non detti. Anche\n questo scalda il cuore, specialmente in inverno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>#6 \u2013 L\u2019offerta culinaria internazionale<\/em><\/strong><em> \u2013\n ebbene SI! Visto che la Germania non \u00e8 proprio famosa per le sue \nspecialit\u00e0 culinarie\u2026 la tolleranza di cui parlavo prima qui si \ntrasforma in una offerta ricca, diversificata e buona (almeno nelle \ngrandi citt\u00e0)! Israeliano, palestinese, indiano, thai, cinese, \ngiapponese, francese, tapas bar, italiano, portoghese \u2026 e potrei andare \navanti. Sono tanti, sono belli, e arricchiscono il palato. Amo il cibo \nitaliano, ma amo anche questa bellissima variet\u00e0. &nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio passaggio in Germania \u00e8 stato amore, poi odio, poi \namore-odio, ed \u00e8 tornato ad essere amore. I valori di questa terra sono \nforse meno appariscenti rispetto a quelli di altri Paesi, ma sono solidi\n e ti pervadono. Io, di questi 8 lunghi anni, sono molto felice.<\/p>\n\n\n\n<p>E voi, di che cosa siete felici e cosa vi portereste via, dal Vostro nuovo angolo di mondo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se domani lasciassi la Germania dopo 8 anni, questa sarebbe la mia lettera di addio \ud83d\ude42 Molto spesso solo nel momento in cui davvero si parte, ci si ferma a guardare indietro e si riconoscono tutte le cose che ci hanno segnato di un periodo all\u2019estero, e che per sempre saranno parte di noi. 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